01/09/2009, ore 00:42

battesimo volo

Forse è così, quando nasce un amore.
Forse capisci fin da subito che è lui. Forse dopo un incontro emozionante non riesci poi a staccartene, e il pensiero ti torna lì, sempre, in ogni momento libero.
Ieri è stato un giorno perfetto. Credo che c’entri la leggerezza in qualche modo, leggerezza fisica ed interiore. Ieri ho volato per tre volte, e con le precedenti due fan cinque (altro che battesimo…tsè). Il primo volo in un cielo coperto di nuvole grigie, col vento a 25 nodi (Fabry mi ha spiegato il meccanismo per calcolarlo) e qualche goccia di pioggia. Il fatto è che più si balla, più ci sono vuoti d’aria e scossoni e più io son contenta. Poi Paolino, il mitologico istruttore di Mazzè, mi fa provare uno stallo, che consiste nel rimanere col muso dell’aereo alzato a motore praticamente spento, per qualche attimo, secondo, frazione di secondo. Un lasso di tempo immobile, magico, in cui si rimane sospesi, in mezzo al nulla, più forti della gravità. Poi però inizi a cadere. E lì il tuo stomaco finisce vicinissimo alle tonsille, per altre frazioni di secondo. Dopodichè si ridà motore, ripartendo, ricominciando a fendere l’aria facendosi trasportare e contemporaneamente provando a domarla…secondo volo con Fabry The Kid, il mio pilota-mentore, che mi ha fatto provare uno splendido scivolamento d’ala, un basso passaggio e una fantastica virata con tanti bei G, o come diavolo si scrive. E poi, verso fine giornata, un regalo meraviglioso, di Fabry e di Massimo, altro pilotone: un volo acrobatico, che non dimenticherò mai. Perché non puoi dimenticare quando vedi l’orizzonte col sole rosso, al tramonto, che gira, non puoi dimenticare quando vedi prima l’orizzonte, proprio lì, davanti, dove dovrebbe essere, poi vedi solo blu, quel blu intenso che precede la notte, poi il sole, una palla rossa, poi l’orizzonte, lì, davanti ma capovolto, e sopra di te gli alberi, i prati, le case, con il cielo sotto ai tuoi piedi. Looping (anche chiamato col simpatico nome di “giro della morte”, che a me fa un po’ ridere), e poi tre tonneau di fila (non tonni, eh, tonneau…avvitamenti lungo l’asse orizzontale). Dopo il primo “vuoi che lo rifaccia?” “SìSìSìSì!!!”. Massimo mi consiglia di guardare l’orizzonte, ed ha ragione, uno spettacolo indimenticabile, che non riesco a descrivere…non dimenticherò mai neppure il basso passaggio con la picchiata, che mi ha fatto lacrimare e urlare (in cuffia, povero Massimo!), e il fumo che lasciavamo dietro di noi, leggero, che si dissolveva pian piano. Non so. So che oggi stavo bene, ero serena. Ero giusta. Credo di aver immagazzinato endorfine per almeno un mese, e anche G, qualunque cosa siano. Credo anche che mio padre, che improvvidamente è venuto lì per portarmi i fichi dell’albero di casa, abbia realizzato di avere anche la seconda figlia malsana. Avrà pensato disperato “ma non me ne bastava già uno di figlio fuori quadro?”. E a me questa cosa ha fatto ridere per tutto il tempo…e per fortuna al momento del volo acrobatico era già andato via, altrimenti me lo dovevano rianimare.
Oggi andavo al lavoro in auto, e davanti a me continuavo a vedere quel tramonto, messo nel posto sbagliato. Lavoravo, e dopo un po’ il pensiero mi andava lì, nell’abitacolo, tornava ai secondi di sospensione dopo lo stallo, tornava allo scivolamento d’ala….
Forse è così, quando nasce un amore.
archanto
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03/08/2009, ore 19:45

volo sabato 1 agosto

Alle volte il dolore arriva così, a tradimento, quando meno te lo aspetti. Tu credi di averlo superato, di averla sfangata, e invece no, lui è lì pronto a colpirti alle spalle. Dolori che rimangono sopiti e che riesplodono di colpo, dolori che sembrano domati invece sono pronti a riesplodere guardando una fotografia, sentendo nominare un nome, un luogo. Dolori che riemergono pensando ad un letto, a lenzuola, ad odori. Pensieri tristi che ti avvolgono, e che ti chiudono la gola, ti chiudono il respiro, ti bloccano il petto. Immagini che non vorresti vedere ma che sono lì, davanti ai tuoi occhi, reali come se le avessi viste davvero. Allora piango, non lo faccio da tempo. Piango in macchina, sola. La poca gente alla fermata dell’autobus in agosto forse mi sta guardando, forse no, ognuno perso nei propri pensieri, non lo so, non mi interessa. Poi passo dal medico, devo ritirare alcune ricette, poi in farmacia. La farmacista ci mette 10 minuti solo per leggere le ricette e recuperarmi tutto. E poi biip.. biip… bip… biip… biip.. ogni biip un codice a barre di un medicinale…biip…biip..biip…le sorrido, e scherzando le chiedo come sono piazzata nella classifica dei medicinali, lei sorride e mi dice che forse per ora è così, ma che probabilmente più avanti non dovrò più prendere nulla. Mi chiede se vado in vacanza, sperando di distogliermi dal conteggio, ma purtroppo per lei non vado, vacanze rimandate a data da destinarsi…a quel punto rido, lei ride con me e concludiamo che l’unica è scherzarci sopra.

Perché io sono così. Le cose tristi non mi arrivano mai addosso sole,sempre in coppia, che vada bene. E non c’è neppure Colonna, in questo maledetto agosto caldo e umido. Forse volerò ancora. Chissà.

archanto
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26/07/2009, ore 23:02

http://blog.ltc.arizona.edu/azmasternaturalist/archives/grey%20wolf.jpg

Questa sera ho guidato veloce, arrabbiata, fino a Torino. Guidare mi scarica, mi piace sentire la strada che scorre sotto di me, i pistoni che vanno, l’attrito delle ruote sull’asfalto. Ultimamente faccio il viaggio senza musica, in silenzio, lascio i miei pensieri liberi di vagare. Questa sera ho guidato arrabbiata perché questa maledetta malattia non se ne vuole andare. Se ne sta buona buona solo con il cortisone, il medicinale con il maggior numero di effetti collaterali al mondo credo. Fino a qualche mese fa pensavo di poterlo prendere all’infinito, con leggerezza, poi primo effetto collaterale: cataratta ad entrambi gli occhi. E’ stato nei mesi scorsi che ho deciso di interromperlo, mettendo in atto una serie di contromisure. Macchè. Sto bene per un po’ poi il bastardo si rifà vivo. Questa settimana non mi ha praticamente dato tregua: macchie rosse su gomiti, gambe, braccia, persino viso, dolori articolari ovunque, stanchezza permanente; mi fanno male persino i denti. E mi prendo due Voltaren 100 al giorno, che è più della dose giornaliera consentita, coadiuvando con Tachipirina 500. Ma solo così riesco a muovermi, ad uscire di casa, a lavorare, a concentrarmi.

Lo so, passa. Ma cazzo, so anche che ritorna. So che non va via. Se ne sta lì in agguato, pronto a colpire. Non so se ce la farò, anche stavolta. Non so se riuscirò a non riprenderlo, il cortisone. Tengo duro, sono combattiva, ma poi quando continuo a star male non è facile essere integerrima.

Allora inizio a soppesare: meglio vivere decentemente ora e affrontare quando verranno gli effetti del cortisone, o tenere duro e accettare di star male senza cortisone?

Non so come andrà a finire…per ora sono contenta solo di avere un lavoro che mi piace e che mi da un sacco di soddisfazioni, due gatte che mi adorano, e soprattutto amici che mi dicono “mi raccomando, se stai male chiama!”, e che so essere lì, se ho bisogno, amici storici e amici “nuovi”. E scusate se è poco….

archanto
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12/07/2009, ore 16:34

HPIM2459HPIM2443
HPIM2460
HPIM2461
HPIM2473
HPIM2483
HPIM2482
HPIM2449
Essere leggeri, per una volta, finalmente. Più leggeri dell'aria. Lasciare che le correnti ti trasportino, staccarsi dal suolo, staccarsi da tutto. E guardare il mondo dall'alto. Riconoscere strade, boschi, fiumi, canali, paesi, laghi, montagne. Scivolare in mezzo al niente. Stupendo. Un grazie enorme al mio amico che mi ha regalato quest'esperienza. Lui dice che è il mio sport, e che dovrei prendere il brevetto. Chissà....
archanto
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12/06/2009, ore 23:48

a Svetly, lasciva e pericolosissima, addio a Sven ed al suo branco di rammolliti, addio a Ivy, che si è presentato a casa mia col mazzo di fiori sbagliati e soprattutto senza la sua splendida camicia arancione, addio a Boris, il massaggiatore dalle mani d'oro, addio alla temibile Leopardata ed a Lary con il suo stiletto, addio a Heiko, dalle mosse letali, addio a tutti gli allievi della cuola di Vladivostok, addio a Senzacollo e a Skorpio...ragazzi, negli ultimi mesi con voi sono stata davvero bene, mi mancherete...
archanto
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